trio
Due vecchie maiale per un giovane porcello
17.06.2026 |
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"Avendo realizzato che non si sarebbe svegliata nemmeno con una cannonata Egle invitandomi a non smettere ha cominciato a lodare le mie prestazioni e chiedermi
-Sei fantastico…non posso rinunciare..."
Mi chiamo Fabrizio, sono un single astigiano, dopo sette anni di lavoro la fabbrica per cui lavoravo ha aperto un nuovo stabilimento a Cuneo e mi è stato proposto un trasferimento. Se lo accettavo avrei avuto la promozione a capo reparto e un incremento di stipendio di quasi 200 euro mensili; se lo rifiutavo nel giro di tre anni avrebbero chiuso il vecchio stabilimento perché ormai obsoleto e il futuro era tutto una incognita. Ci ho rimuginato sopra per un mese ma alla fine ho accettato; Asti e Cuneo sono distanti un centinaio di chilometri ma gli orari dei treni erano scomodi e la trasferta in macchina era costosa e piena di rischi per cui dopo un mese da pendolare ho deciso di cercarmi un alloggio nella città “Granda”. Ho trovato un alloggetto in posizione piuttosto centrale a un paio di chilometri dalla fabbrica e l’ho immediatamente bloccato; è una mansarda al settimo piano di un palazzo degli anni ’60 munito di ascensore, anche se questa però arriva solo fino al sesto piano e poi bisogna salire a piedi una scala per arrivare al piano mansardato dove si aprono due porte: le mansarde del palazzo. Nell’altra ci abita una vedova settantenne di nome Mafalda, che non esce quasi mai e che ho incontrato una sola volta quando l’ho aiutata a portare su le borse della spesa, la mia è una mansardina monolocale di 35 metri quadri, certamente piccola ma che ha tutto quello di cui necessito e che soddisfa tutte le mie esigenze. Certo, a Cuneo non conosco nessuno ma non è stato un grande problema ambientarmi in quanto essendo un tipo solitario anche ad Asti non ero circondato da numerose amicizie. Un sabato pomeriggio ho sentito suonare il mio campanello, mi sono stupito, erano due mesi che abitavo lì ed era la prima volta che lo sentivo suonare, ho aperto con curiosità e mi sono trovato davanti Mafalda che scusandosi per il disturbo che mi stava dando mi ha chiesto con la massima gentilezza - Fabrizio le chiedo scusa…ma mi è caduto il bastone delle tende della camera da letto e non riesco a salire sulla scala, se può essere tanto gentile da sistemarmelo almeno provvisoriamente perchè oggi è sabato e sicuramento non troverò nessuno disponibile. - Se sono in grado di farlo glielo sistemo io… Sono entrato nel suo appartamento e mi sono stupito per le sue dimensioni, certamente molto più ampio del mio loculo; aveva ceduto il tassello del bastone e riempiendolo di carta sono riuscito a far fare presa alla vite e risolverle il problema, era in una posizione però scomodissima, dove non c’era spazio per cui quando sono sceso dalla scala ero una maschera di sudore, la vedova mortificata nel vedermi così mi ha detto. - Venga che le do un asciugamano per asciugarsi il sudore e poi va in bagno a darsi una rinfrescata. Si è avvicinata al comodino e ha aperto il cassetto dal quale ha preso una piccola salviettina, nel prenderla però dal fondo è rotolato verso l’esterno del cassetto un cazzo di lattice che si è fermato contro il bordo; la vecchia è avvampata ed ha chiuso immediatamente il cassetto accorgendosi però che io avevo visto tutto. Ho finto la massima indifferenza e mi sono asciugato la fronte evitando il suo sguardo imbarazzato. Mi ha fatto accomodare in bagno perché mi dessi una ripulita, quando sono tornato nel tinello lei era in cucina che faceva il caffè, sempre fissando il fornello ed evitando di guardarmi ha portato le tazzine sul tavolo e le ha riempite, Mafalda era ancora rossa accesa come qualche minuto prima, nella stanza c’era un silenzio surreale che lei ha rotto con una frase appena sussurrata - Chissà cosa penserà di me ora… ho commesso una gaffe imperdonabile…le chiedo scusa… Le ho sorriso cercando la frase giusta per risponderle…poi dopo una riflessione ho replicato - Lei non deve scusarsi di nulla, nella propria casa ognuno è libero di fare ciò che vuole, non ci pensi più. - Si ma non sono belle figure, specie per una vecchia quasi settantenne… vede Fabrizio…sono vedova da quasi dieci anni e a parte qualche amica sono sempre sola…quando mi prende la solitudine sento la necessità di evadere un po’, dopo mi sento però ridicola… e sono presa da un senso di vergogna. - Ma perché se ne deve vergognare, lei è libera di fare ciò che vuole, mi creda non c’è nulla di ridicolo, per me è una cosa naturale… Il silenzio è ripiombato nella stanza, io pensavo cosa dire d’altro e mentre cercavo le parole giuste pensavo a Mafalda nuda nel suo letto che si trastullava con quel suo cazzo di gomma, a quel pensiero ho avuto una reazione inaspettata: una improvvisa e poderosa erezione. Mi stupivo di quella cosa, riflettevo sul motivo della mia reazione, la soluzione più logica era che in quei due mesi in trasferta avevo scopato solo un paio di volte una vecchia puttana che batteva nelle vicinanze della stazione… scopate insignificanti… in auto, nascosti sotto un albero al buio, con l’unico scopo di vuotarmi le palle… quelle sì che erano vergognose bassezze…ero in astinenza di sesso e ora era bastato pensare a Mafalda che si masturbava per farmelo venire duro… e una strana idea cominciava a frullarmi in testa. Lei si era confessata con me, io dovevo ricambiare e sono partito in quarta - Mafalda sappia che lei non è l’unica che si sente sola, io sono nella sua identica situazione, da due mesi sono qui lontano dagli affetti della mia città e a proposito di atti vergognosi vado a scopare saltuariamente una vecchia battona che si prostituisce alla stazione, un atto molto più vergognoso delle sue masturbazioni. Se pensa che io abbia provato per lei pena nel vedere il suo uccello di lattice si sbaglia di grosso; io nell’immaginarla a letto che se lo infila ho sentito una forte eccitazione… non la compatisco, la ammiro!!! Mafalda non si aspettava quella mia uscita ed è rimasta di stucco, dopo averci pensato a lungo ha risposto - Sei un caro ragazzo… vuoi cancellare i miei sensi di colpa… accusandoti di tue colpe… sei ammirevole!!! Ti prego di una cosa però, dammi del tu; con te mi sento già a disagio e se continui a darmi del lei quel disagio aumenta ancora di più... - E va bene Mafalda ti do del tu ma credimi, l’aver visto il tuo uccello finto e sapere che lo usi mi ha eccitato! Poi stupendo fin me stesso mi sono alzato dalla sedia e gli ho mostrato la mia patta gonfia quasi urlando - Guarda qui come sono ridotto…adesso mi credi? Mafalda ha posato lo sguardo sul mio “gonfiore” spalancando gli occhi attonita, ha allungato la mano per toccarmelo ma giunta a pochi centimetri si è bloccata e si è sussurrata da sola “Ma cosa fai cretina!!!” A quel punto però io le ho preso la mano e ho portato il suo palmo a tastare energicamente la mia erezione. - Senti l’effetto della mia immaginazione nel pensarti che ti masturbi, senti che effetto mi ha fatto!!! Le ho fregato la mano sulla mia patta gonfia per parecchi secondi, il rossore di Mafalda era aumentato alla grande ma ora anch’io ero al massimo dell’emozione, poi le ho lasciato la mano libera per vedere la sua reazione; nonostante fosse ora libera la sua mano non si è staccata completamente e ha continuato ad accarezzarmelo, ma con carezze molto lievi, per me però ancor più sensuali. Sentivo come se l’uccello dovesse scoppiarmi da un momento all’altra, i jeans stretti mi facevano male non resistevo più; mi sono slacciato il bottone centrale, ho tirato giù la zip, ho calato braghe e mutande e ho liberato il mio cazzo che finalmente si è librato come un passero uscito dalla gabbia. Mafalda ora era paonazza, i suoi occhi erano sbarrati dalla meraviglia ma rimanevano incollati sul mio uccello…vederla così affannata aumentava la mia eccitazione e ho deciso di buttarmi, le ho preso di nuovo la mano e l’ho riportata al mio cazzo invitandola a stringermelo -Senti…senti com’è duro…vedi che non sto mentendo… Dopo un piccolo attimo di indecisione dove era rimasta completamente immobile ha stretto la mano e ha cominciato a stringerselo nel palmo, sentire le mie pulsazioni la eccitava i suoi occhi ora luccicavano di meraviglia e di soddisfazione. Io ero come in trance, mi rendevo conto che ero stato un irresponsabile ma ormai ero in gioco ma capivo che quel gioco piaceva ad entrambi… -Mafalda dimmi la verità…ti piace sentire il mio uccello che ti pulsa in mano… -Si, mi sento invadere dalla vergogna ma non riesco a staccare la mano, beata la tua irresponsabile gioventù. -Se ti piace così tanto perché non gli dai un bacino… Mi ha guardato terrorizzata, poi quasi balbettandomi ha risposto -Guarda che io non sono quella puttana che si prostituisce alla stazione… -Proprio per questo te lo chiedo, mai mi abbasserei a quello con quella donna, ma con te lo desidero tanto. La vecchia continuava a fare no con il capo ma non allontanava la testa dal mio uccello, anzi mi dava l’impressione che pian piano cercasse di avvicinarsi, per cui le ho messo la mano dietro la nuca e ho cominciato a spingergliela dolcemente verso il mio attrezzo pulsante. Quando le sue labbra sono arrivate a contatto con il cazzo si è limitata a lasciarle lì semplicemente appoggiate, io allora l’ho spinta sempre lentamente e pian piano le ho portato la bocca contro di me costringendola a farsi scivolare la cappella in bocca. Rimaneva passiva, limitandosi a far scivolare la sua lingua sul glande ma la sua bocca era calda come un forno e nonostante la sua immobilità temevo che da un secondo all’altro avrei potuto sborrarle in gola; ho cercato allora di incoraggiarla senza essere apprensivo - Su succhialo lentamente…senti il sapore di un cazzo di nemmeno trent’anni… La donna ha preso coraggio e ha osato un po’ di più, ma era lampante che non era un’abile bocchinara e siccome in certi frangenti i suoi denti mi davano addirittura fastidio l’ho staccata da me. L’ho guardata in viso, sembrava dovesse prendere fuoco da un momento all’altro, le ho sussurrato -Quanto tempo era che non assaporavi il sapore di un uccello… E’ improvvisamente sbiancata e con la voce quasi impercettibile mi ha detto - E’ la prima volta che succhio un cazzo… Sono rimasto allibito, ne ero stupito ma capivo che non stava mentendo… -Scusa ma sei stata sposata quarant’anni e vuoi dirmi che… -Mio marito era un uomo di altissima moralità, interpretava il sesso come un argomento proibito, quando lo facevamo spegneva addirittura la luce e se era giorno lo facevamo sempre sotto le coperte… -Avete avuto figli? -Purtroppo no…li abbiamo cercati ma non arrivavano; siamo stati anche da un medico ma quando mio marito ha saputo che doveva farsi una sega per fare analizzare il suo sperma si è rifiutato ritenendolo una cosa troppo vergognosa…così che non abbiamo mai saputo chi di noi due aveva dei problemi. Nell’affrontare questi temi Mafalda si stava deprimendo per cui ho cambiato discorso tornando su noi due -Lasciamo perdere questi discorsi… spogliati… voglio vederti nuda, voglio vedere se in mezzo alle gambe hai una micina tenera o una gattona vogliosa. Con il braccio ho allontanato le tazzine del caffè in un angolo del tavolo, le ho messo le mani sotto le ascelle e l’ho alzata come un fuscello facendola sedere davanti a me, poi ho cominciato a sbottonarle la vestaglia che ho fatto volare in un angolo, era rimasta solo con le mutande e una maglietta che le ho fatto sfilare con eleganza. Ora avevo le sue tette davanti agli occhi, nonostante i suoi settant’anni erano ancora piuttosto sode con dei capezzoli gonfi per l’eccitazione di quel momento, gliele ho palpate per un po’ e sotto le mie carezze si sono gonfiati ancora di più, glieli ho mordicchiati e i miei piccoli morsi erano particolarmente graditi in quanto ad ogni succhiata emetteva dei rantoli di piacere…io però volevo la figa…le ho infilato le dita nelle mutande per togliergliele, lei ha alzato il bacino per agevolarmi così che è finalmente rimasta completamente nuda. Non aveva nemmeno un pelo, non capivo se perché si depilava o per l’età avanzata, ma dalla figa completamente glabra emergeva un clitoride molto sviluppato che fuoriusciva dalle sue labbra come se fosse un piccolo cazzetto; gliel’ho stretto tra pollice e indice cominciando a sfregarglielo, lei ha gradito accentuando ancora di più i suoi rantoli e mi sono trovato tra le mani un pisellino gonfio che pulsava di piacere. Ormai ero eccitato e desideravo solo scoparla, le ho allargato le cosce e le ho puntato l’uccello sotto il suo clitoride sempre più gonfio e le ho detto -Su Mafalda strofinati il mio uccello sulla passera voglio vedere come fai a masturbarti col cazzo di plastica, ma questa volta puoi giocare con un cazzo vero…la porca ha immediatamente obbedito, ha stretto il cazzo nel palmo della mano, se l’è portato sulla patacca e ha cominciato a strofinarsi la cappella attorno al buco, man mano che procedeva sentivo che la sua passera si bagnava sempre più intensamente, non potevo più resistere gliel’ho puntato e ho spinto penetrandola. La maiala ha accolto il cazzo con un grosso sospiro spalancando le cosce al massimo e io ho cominciato a scoparla…raramente mi ero sentito così eccitato, fosse stato per me l’avrei pompata alla massima velocità per sborrarle immediatamente tutto me stesso ma non volevo peccare di egoismo e ho rallentato per cercare di farla venire, fortunatamente non c’è voluto molto e dopo qualche minuto la vecchia porca ha cominciato a godere senza limiti; sentivo le mie palle infradiciarsi come se mi stesse pisciando addosso e mi sono fermato per godermi la sua ondata di piacere che mi colava addosso, ma nel sentire che mi ero improvvisamente bloccato lei ha reagito pompandosi da sola con scatenati colpi di bacino. Sembrava impossibile che una settantenne riuscisse a mantenere quel ritmo infernale in quella scomoda posizione, ma se era vero che da dieci anni non assaggiava più un vero cazzo il tutto aveva una spiegazione. La sua doppietta orgasmica è arrivata quindi in fretta, ora ero io a meritarmi il giusto premio e dopo qualche poderoso affondo ho cominciato ad innaffiarla. Mafalda era ai sette cieli e ha cominciato ad accompagnare i miei spruzzi con urla scatenate -Ti sento…ti sento…mi stai riempiendo come mai mi era successo… è bollente…non smettere che sento che sto per venire di nuovo…eccomi…eccomi…eccomiiiiiiiiii!!! In un quarto d’ora si era sparata tre orgasmi ma nonostante ciò ancora non si rilassava e continuava a tremare dal piacere, quando si è finalmente placata mi ha stretto forte a sè e mi ha ringraziato… -Credimi è stata per me una esperienza unica…con tutto il rispetto per il mio povero marito è come se io avessi scopato per la prima volta…non avevo mai provato piaceri così intensi. Quando ho tolto l’uccello il tavolo era impregnato di suoi umori e dalla sua figa pelata era facile scorgere la mia sborra che defluiva imponente. Anche per me era stata una esperienza fantastica, forse non era stata la mia più bella scopata come per lei ma certamente era stata una delle migliori, e la cosa che più mi sorprendeva era il fatto che quella bella scopata l’avevo consumata con una vecchia vedova settantenne. Nonostante tutto però non mi sentivo ancora appagato e volevo sfruttare in pieno la porcaggine della mia nuova compagna per cui l’ho ripresa alle ascelle e questa volta l’ho fatta scendere dal tavolo, l’ho fatta inginocchiare davanti al mio uccello gocciolante e le ho ordinato con autorità -Su ripuliscimi il cazzo…se è vero ciò che mi hai fatto intendere non hai mai assaporato il sapore dello sperma e devi provare anche questa novità… La porca non se l’è fatto ripetere e ha subito preso l’uccello in bocca spompinandolo con molta più padronanza rispetto al suo precedente tentativo; era fantastico vedere l’impegno che ci metteva nel succhiare e man mano che procedeva nella sua opera la sua bocca diventava sempre più calda ed esperta. Se un’ora prima avevo dedotto che non era una grande bocchinara, ora realizzavo che era sicuramente sulla strada giusta per diventarlo, se non si fosse fermata perché stremata le sarei venuto di nuovo in bocca. Siamo andati a lavarci in bagno, mentre se la stava asciugando nel vederla come si passava l’asciugamano sulla passera concludevo che quella donna poteva essere una grande amante e che alla faccia della sua età dovevo tenermela bene da conto; uscendo dal bagno mi ha sorriso tutta soddisfatta -So che è sabato e che un ragazzo della tua età avrà sicuramente tanti impegni ma questo sesso sfrenato mi ha messo appetito e se prima di uscire ti va di mangiare qualcosa con me, anche se non sono una grande cuoca potrei preparare un piatto di pasta. Ma quali impegni poteva avere un povero sfigato che abitava da due mesi in una grande città; anche se non era una cuoca sopraffina sicuramente la sua pasta sarebbe stata meglio della mia, per cui ho accettato. Durante la cena Mafalda continuava a parlare con allegria e fissarmi con quel suo sguardo luminoso -Fabrizio sono letteralmente estasiata…è stato un pomeriggio sensazionale…non avevo mai provato degli orgasmi così intensi e ti ringrazio per tutte le emozioni che hai saputo darmi. La fissavo anch’io con curiosità, cercavo di capire come una vecchietta così poco appariscente avesse potuto trascinarmi in un pomeriggio di fuoco particolarmente intrigante. Pensavo alle sue smorfie, ai suoi gemiti, al suo modo scatenato di godere e quel solo pensiero mi accendeva ancora di lussuria; più la guardavo e più sentivo che la volevo scopare ancora ma questa volta in un letto. Eravamo seduti al tavolo della cucina uno davanti all’altra, mi sono sfilato la scarpa e le ho infilato il piede in mezzo alle gambe… spingendolo fino a trovare il contatto con la sua patacca; ha avuto un solo attimo di smarrimento, poi ha allargato le gambe per agevolare il mio intento e si è offerta alle mie intenzioni. Cercavo di stuzzicarla masturbandola con le dita del piede ma non era facile, lei allora ha allontanato temporaneamente il mio arto sfilandomi la calza poi con velocità si è tolta le mutande e me le ha lanciate -Dai… a piede nudo puoi accarezzarmela meglio… Quella donna mi stupiva, con il marito forse celava la sua voglia di trasgressione, ora che era libera però emergeva tutta la sua porcaggine, appoggiava tutte le mie proposte ma allo stesso mi eccitava nel fargli ogni tipo di avances portandomi a realizzare tutti i miei più infimi desideri e tutti i miei sogni proibiti. Il mio piede ora la stava solleticando e l’alluce era arrivato a violarle dolcemente il buco, quel gioco le piaceva, sentivo la sua passera che pian piano si bagnava di nuovo e i suoi occhi cominciavano a lacrimare. Il mio cazzo nonostante la maratona del pomeriggio era di nuovo duro come il marmo e la voglia di riscoparla era ormai la mia priorità assoluta, l’ho presa per mano dirigendomi verso la camera da letto - Voglio scoparti in un letto…voglio farti godere ancora… Lo desiderava più di me, perché come siamo arrivati nella camera si è spogliata e a tempo di record si è sdraiata completamente nuda sul letto, io mi sono accucciato sopra la sua faccia, le ho puntato il cazzo e con tono di voce duro le ho ordinato -Leccami le palle, senti come sono dure, è il desiderio di te che le rende così. La sua lingua è immediatamente entrata in azione e senza remore ha cominciato a leccare tutto lo scroto indurito; vederla così remissiva ed ubbidiente mi dava un senso di onnipotenza e mi dava la carica per sentirmi padrone della situazione e pretendere sempre di più -Brava, hai una lingua da favola, ma ora spingiti più sotto e infilamela nel buco del culo Ha avuto un solo attimo di tentennamento ma anche questa volta ha obbedito al mio ordine, e dopo qualche secondo con estrema disinvoltura ha arrotolato la lingua e ha cominciato a infilarmela nel didietro. -Non ti fermi davanti a nulla…sei una gran puttanona…e premierò la tua obbedienza facendoti impazzire!!! Mi sono sdraiato su di lei e gliel’ho infilato senza la minima grazia, come le sono entrato dentro la porca ha cominciato immediatamente a genere di piacere; i suoi occhi erano socchiusi ma a tratti li apriva e mi guardava tirando fuori la lingua…voleva limonare ma temeva che io la rifiutassi, anch’io ho avuto una piccola riflessione ma allontanando ogni dubbio, senza smettere di pomparla, le ho cacciato la lingua in bocca; per la prima volta ci stavamo baciando. E’ stato un bacio d’amore solo per qualche secondo, poi le nostre lingue si sono scatenate, le tiravamo fuori con volgarità per fregarcele con libidine e leccarci a vicenda il collo, guance e mento. Mafalda aveva spalancato completamente le cosce, la stavo penetrando completamente, ero tutto dentro di lei, gradiva quella mezza violenza, mi sentiva e mi eccitava con una voce sensualissima -Pompa Fabrizio…fammelo sentire tutto…che bel cazzo che hai…che bel cazzo!!! Sto sbrodolando come una maiala in calore… E’ un godimento continuo…Rompimi la figa!!! Quel suo linguaggio osceno mi eccitava ancora di più, ormai non tenevo più…ero pronto per venire… -Sto per venire, vuoi che ti riempio o vuoi che ti vengo in faccia così vedi il mio cazzo sborrare… -Fai come vuoi…fai cosa preferisci… Mi sono tolto proprio all’ultimo istante, il tempo di accucciarmi sopra il suo volto e cominciare a sputarle in faccia sborra calda a tutto spiano. Mafalda nonostante gli schizzi le colpissero il viso teneva gli occhi bene aperti per non perdersi un attimo della mia potente eiaculazione e accompagnava ogni mio getto con un “Ohhhhh” di gradita sorpresa; quando ho finito il suo volto era una maschera di sperma denso e colante e lei sorridendo beata diceva - Spettacolo sublime…sembrava una creatura aliena che lanciava fiamme incandescenti, con te ogni atto che compio è una grande novità che mi coinvolge sempre più…ti ringrazio… -Allora…a proposito di novità…prima hai leccato tu…ora voglio leccartela io…scommetto che tuo marito non te l’avrà mai leccata… -Presumi bene… te l’ho detto… era un incallito puritano… i giochi di lingua erano esclusi dalle nostre caste pratiche sessuali -L’hai mai cornificato? -No! Ero una povera ragazza di campagna inesperta in tutto… solo ora mi sto rendendo conto di quanto sia stata inutile la mia vita sessuale da sposata -Non è mai troppo tardi…ora vivrai altri attimi di piacere che non hai mai assaporato prima… Sono scivolato con la testa in mezzo alle sue gambe, ho contemplato a lungo il suo clitoride sproporzionato, poi le ho allargato le grandi labbra e ho cominciato a pennellargliela con la lingua; partivo dal buco completamente fradicio e risalivo pian piano fino a raggiungere quella protuberanza inusuale, non avevo mai visto nulla di simile, man mano che lo sfioravo con la punta della lingua si gonfiava con delle pulsazioni come se fosse un cazzo in miniatura. Dopo quattro passaggi di lingua era ritto come un rametto, sembrava il becco uncinato di un pappagallo e io l’ho racchiuso tra le mie labbra e ho cominciato a succhiarglielo, praticamente lo spompinavo come aveva fatto prima lei con il mio uccello. La porcona ha cominciato a smaniare, sospiri profondi, gemiti infiniti alternati a frasi appena accennate -Che bello…Hai la lingua leggera come una piuma, mi dai delle scariche elettriche di piacere, è come se fossi in un’altra dimensione a godermi questo stato di piacevole catalessi. I suoi gemiti hanno poi lasciato spazio a dei grugniti quasi animaleschi, il suo corpo si è irrigidito, è aumentando il ritmo dei suoi respiri e il battito del cuore, mi ha chiuso tra le mani il cranio e se lo è spinto contro la sua figa come se volesse ficcarci dentro la mia faccia, poi cominciando a tremare ha emesso un urlo quasi disumano e io mi sono sentito invadere la faccia da una ondata di umori vischiosi. I rantoli non si fermavano, Mafalda continuava a godere ansimando e ha cominciato poi a tremare come se avessero aperto una cella frigorifera, a quel punto si è stretta a me facendomi quasi male e pregandomi di avvolgerla con il lenzuolo; ho obbedito, ero preoccupato, temevo avesse dei problemi, le ho sussurrato -Tutto bene? -Tutto benissimo… Ma lasciami stare… sono al settimo cielo… Dopo qualche minuto ci siamo addormentati entrambi. Ci siamo svegliati che erano le undici, il lenzuolo era lercio, tutto macchiato dalla mia sborra e dai suoi umori, la faccia di Mafalda invece era tutta striata dalle mie schizzate che ora si erano seccate sulla sua pelle e rendevano la sua faccia come se fosse incartapecorita. Eravamo distrutti, senza energie ma sessualmente appagati. Abbiamo pranzato ancora insieme poi lei mi ha detto -Se devi andare non ci sono problemi oggi è domenica…avrai degli impegni… -Non ho nessun impegno, io sono solo come te…alla domenica vado di solito a vedermi un film. Mi ha guardato tutta speranzosa e con voce timida mi ha chiesto -Ti va se andiamo insieme Ho accettato, ma mentre mi cambiavo nel mio alloggio ero colto da dei dubbi, temevo che facendomi vedere dalla gente in compagnia di una vecchia avrei potuto vergognarmene… Non è stato così, nessuno badava a noi due e quei pochi che mi osservavano rimanevano impassibili, in fin dei conti potevano pensare che eravamo madre e figlio…o meglio…nonna e nipote!!! Così oltre al cinema le ho offerto anche una pizza, era il minimo che potevo fare…avevo mangiato due volte da lei e mi aveva dato la figa per due giorni di fila… Da quel giorno ho cominciato a vivere regolarmente a casa sua, mi faceva da mangiare, mi lavava, mi stirava e io in cambio la scopavo quasi tutti i giorni; Mafalda stava recuperando il suo lungo periodo di astinenza dal sesso…praticamente non ne aveva mai basta. In un mese avevamo sperimentato tutte le posizioni del Kamasutra, ma la porcona amava anche le situazioni ambigue, una volta l’avevo scopata mentre parlava al telefono con suo fratello che abitava a Udine e quando è venuta lui le ha chiesto “Cosa è successo?” e lei con la massima naturalezza gli ha risposto che si era rovesciata il caffè addosso. Un’altra volta l’ho presa alla pecorina sul davanzale della finestra mentre parlava con indifferenza con un operaio che stava sistemando le grondaie sotto i tetti sottostanti. Un’altra ancora l’ho scopata seduta sulla lavatrice dove siamo riusciti a venire entrambi senza muoverci ma sfruttando solamente il movimento dell’elettrodomestico quando andava in centrifuga. Il clou però l’ho toccato la sera del mio trentesimo compleanno, lei era sul letto a quattro zampe che stava per prenderlo alla pecorina quando le ho dato un pacchetto dicendole -Tu mi hai regalato un orologio ma anch’io ho un pensiero per te… Ha aperto il pacchetto e si è trovata in mano un flacone di plastica anonimo -Ma che cos’è questa cosa? -Un lubrificante…stasera voglio mettertelo nel culo…non ho potuto avere la priorità davanti…la voglio ora però per il didietro! Per la prima volta, Mafalda che aveva sempre appoggiato le mie proposte è rimasta sulle sue -Scordatelo!!! E’ immorale!!! Sono scoppiato in una sonora risata -Sono due mesi che ti fai prendere in tutti i modi, che godi come una maiala senza il minimo ritegno, e ora improvvisamente parli di moralità!!! Non starai diventando improvvisamente una bacchettona come il tuo vecchio marito. -No!!! Ma sono cose che non ho mai fatto e che mai farò!!! -Anche succhiarmi l’uccello non l’avevi mai fatto, anche farti leccare la figa non l’avevi mai fatto, ma mi sembra che dopo averlo provato la cosa non ti dispiacesse poi tanto… sono anni che sogno di inculare una donna e ora che ho trovato quella con cui lo farei ti tiri indietro? Mafalda ha accusato il colpo basso che le avevo tirato, l’accusarla di essere bacchettona come il marito la stava turbando; io fingevo di essere incazzato, a lei la cosa dispiaceva, e ha sbollito la sua rabbia. -Se proprio ci tieni tanto proviamo, ma giura che se non me la sentirò smetterai come te lo chiederò. -Promesso!!! Le ho infilato il boccettino nel culo e ho cominciato a inondarglielo di lubrificante, lei si è irrigidita -E’ freddo!!! Mi sta ghiacciando!!! -Quando te lo infilerò sentirai solo caldo…un caldo piacevole…e mi ringrazierai. Quando ho cominciato a puntarglielo Mafalda si è irrigidita, il suo buco si è chiuso totalmente ed era impossibile cercare di penetrarla, con la mano ho cercato la sua passera e ho cominciato a sfregargli il clitoride, dopo qualche secondo il suo cazzetto si è inturgidito e io ho cominciato a segarglielo dolcemente; la puttana ha cominciato a gemere, alternavo quel dolce andirivieni con pollice e indice a delle penetrazioni con il medio e la porca ha cominciato a bagnarsi, la mia mano cominciava ad essere inondata di umori e a quel punto sentendo che si era rilassata le ho dato un colpo a tradimento con le reni e le ho infilato la cappella nel culo. -Bastardo!!! Mi fai male… Mi sono immobilizzato senza tornare però indietro e ho ripreso a masturbarla, e come lei si rilassava per godersi il mio ditale io le affondavo un secondo colpo; era un gioco perverso, che mi eccitava e che mi faceva sentire padrone della situazione. Al quinto “Bastardo!!!” il cazzo era tutto dentro e ho cominciato a incularla con movimenti possibilmente dolci; Mafalda mugugnava e ripeteva all’infinito “Ahiii…Ahiii…” ma contemporaneamente aveva tirato il culo in fuori per offrirsi totalmente alle mie penetrazioni…alla porca ora piaceva…ma volevo sentirglielo dire. -Se mugugni di dolore non posso continuare…Ora lo tolgo. -No…no…non toglierlo…vai però piano che mi sto adattando. -No!!! Non posso vederti soffrire. -Aspetta…Il male sta diminuendo… -Puttana…perché non dici che ti sta piacendo…hai alzato il culo in alto per prendertelo tutto…ma non vuoi ammettere che stai provando una nuova fonte di piacere…questo atto che ritenevi immorale ti sta prendendo un casino… lo tolgo? -No!!! Non toglierlo…vai solo piano… Ho obbedito…vedere il mio bigolo che entrava in quel tunnel stretto e che quando riaffondava lo allargava in modo spropositato mi dava un senso di piacevole dominio…avevo realizzato il mio sogno di sodomizzare una donna…ora mi sentito un vero uomo!!! Gli “Ahiii” di Mafalda si sono così trasformati in “Ohhh”, la maiala si era ancorata alla testiera del letto e si stava offrendo completamente al mio volere…se prima mi pregava di andare piano ora mi spronava senza ritegno “Accelera…Vai più forte…Spingi…Di più…Di più…” -Brutta porca ce l’hai tutto nel culo, non ce n’è più…ammettilo che stai godendo… -Si…si…sto godendo… ma è un godimento nuovo…avevi ragione…sto godendo in un modo diverso…godo col culo…godo col culo…godo col culooooooooooo!!!! Ora ero libero di venirgli dentro, il suo buco stretto comprimeva il mio glande in modo perfetto e dopo qualche vai e vieni le ho rovesciato una secchiata di sperma. Mafalda si è accasciata sul letto esausta e io senza toglierle il cazzo mi sono sdraiato su di lei. Sentivo il suo cuore che batteva a mille e il suo respiro che pian piano tornava alla normalità. -Togliti che mi stai schiacciando ma poi baciami…sei stato fantastico…ho il culo che sta prendendo fuoco ma come mi passerà questo bruciore lo rifaremo…avevi ragione!!! Dopo quella esperienza fantasiosa pensavo che ormai avevo esaudito tutte le mie strane voglie…ma mi sbagliavo! Era un venerdì sera, eravamo quasi a fine cena quando è suonato il campanello…era un evento perché non veniva mai nessuno, Mafalda stupita e curiosa è andata ad aprire la porta, l’ho sentita borbottare qualcosa, poi è entrata in compagnia di una donna e presentandomela mi ha detto -Questa è Egle, una mia vecchia amica d’infanzia, e oggi sicuramente la mia migliore amica. Ci siamo stretti la mano dopo di che l’abbiamo invitata a sedersi al tavolo. Egle dimostrava qualche anno in meno, forse perché a differenza di Mafalda era ben truccata o forse perché aveva una pettinatura sbarazzina con dei capelli ramati corti inumiditi da parecchio gel; Mafalda si è alzata e le ha detto -Dammi una mano a sparecchiare che poi ci prendiamo il caffè insieme. Quando sono andate in cucina sentivo che bisbigliavano qualcosa e guardavano se io ero sempre al tavolo, poi quando sono tornate hanno smesso di discutere ma capivo che c’era qualcosa di strano; quel comportamento mi aveva particolarmente incuriosito e volevo capirci qualcosa in più, per cui ho detto che andavo in bagno, ma arrivato alla porta mi sono limitato ad aprirla e chiuderla senza entrarci, tornando invece in silenzio nel corridoio riparato dal muro. Mafalda, molto contrariata ha subito aggredito l’amica -Potevi avvisarmi che venivi, non si arriva così in casa d’altri all’improvviso. -Si lo so e ti chiedo scusa ma dopo quanto mi hai raccontato ero troppo curiosa di vedere quell’uomo, pensa che ho avuto anche il dubbio che siccome alla nostra età ci si può facilmente rimbecillire poteva essere un personaggio immaginario; e invece è proprio come me lo hai descritto; ma dove l’hai beccato quel bel marcantonio? -Te l’ho detto…è il mio nuovo vicino. -Sempre la solita fortunata, io ho come vicine di pianerottolo una coppia di lesbiche… Ora mi era tutto chiaro, Mafalda per vantarsi le aveva raccontato di me ed Egle non credendo a quella storia quasi inverosimile era venuta a sincerarsi della mia presenza. Ho risbattuto la porta e sono rientrato nel tinello, Egle continuava a fissarmi senza mai abbassare gli occhi; mi sentivo a disagio per cui ho cercato di rompere il silenzio che regnava nella casa -Sei anche tu vedova? - No! Non sono mai stata sposata, ho avuto una storia che ero ragazza, durata quasi due anni, ma quando ho cominciato a parlare di matrimonio il mio lui è sparito dalla circolazione e devo ancora vederlo adesso; una esperienza orribile che mi ha fatto dubitare sulla correttezza di tutti gli uomini dei quali non ho più voluta saperne.Nel frattempo è arrivata Mafalda che ha posato sul tavolo tre tazzine fumanti con al centro una bottiglia di grappa, nel vederla mi sono stupito, non l’avevamo mai bevuto caffè corretto ed ho chiesto lumi -Come mai la grappa? Mafalda si è messa a ridere e ha risposto -A Egle piace fare il risciacquo
-E che cos’è il risciacquo?
-Dopo aver bevuto il caffè riempi la tazzina di grappa a metà e risciacquando il fondo te la bevi tutta. Così abbiamo fatto e mi sono stupito della velocità con cui la nostra ospite ha liquidato la sua grappa; Mafalda si è limitata a versarsene un solo goccio, io però mi sono opposto versandogliene dell’altra
-No cara mia, queste sono tradizioni che devono essere condivise da tutti i presenti
-No, lo sai che non sopporto l’alcol! Si, lo sapevo, ma la mia mente perversa stava già lavorando per mettere un piano che mi era balenato in mente guardando lo sguardo penetrante di Egle che non mi staccava gli occhi di dosso. Ho continuato così a riempire le tazzine, mentre Egle era leggermente euforica Mafalda aveva già la lingua impastata e non connetteva più con la testa, quando ho pensato che era il momento giusto ho cominciato la mia parte rivolgendomi all’amica con un tono piuttosto duro -Egle è da quando sei entrata che mi guardi in modo strano, come se io fossi un fenomeno da baraccone e questa cosa mi infastidisce assai…
La donna è rimasta più colpita dal mio tono che non dalle mie parole ma ha risposto decisa
-Ma quale fenomeno da baraccone…si ti guardo, ma solo perchè è la prima volta che ti vedo e sono curiosa di fare la tua conoscenza, perché dici così?
-Perché mi sono fatto una idea su questa tua improvvisa visita, secondo me Mafalda ti ha raccontato di noi e tu travolta dalla curiosità hai voluto accertarti; ora che hai visto che sono un personaggio reale sei soddisfatta?
A questo punto è intervenuta anche Mafalda che con voce impastata ha detto
-Hai ragione, forse non dovevo dirle nulla, ma tra noi amiche ero quella catalogata come la più imbranata di tutte e volevo che tutte sapessero che anche io avevo trovato un uomo… tante volte avevo invidiato le storie che loro riuscivano ad avere, una volta tanto volevo essere io ad essere invidiata, se la cosa ti ha offeso ti chiedo scusa. -Non devi scusarti di nulla…volevi prenderti solo una rivincita nei loro confronti e penso che tu ci sia riuscita, perché negli sguardi di Egle io ho letto anche quella invidia che volevi sollevare in lei.
A quella frase Egle è avvampata a testimonianza che la mia asserzione era esatta, si è versata l’ennesima grappetta e con tono dimesso ha detto -Mi faccio un ultimo goccetto e vi lascio, vi prego solo che poi non discutiate per colpa mia. Ho preso la bottiglia e ne ho versate tre tazzine e alzando la mia le ho invitate per un brindisi -Alla nostra … e dimentichiamo questa piccola discussione. Egle che ora cominciava a perdere la sua lucidità ha esclamato
-Vacci piano che comincio ad avere la vista annebbiata…
Ormai ero arrivato a ciò che volevo ed essendo tutti piuttosto arzilli mi sono buttato. -Siamo tutti piuttosto allegri e proprio per questo possiamo lasciarci andare a delle confidenze, ammettilo Egle, stasera hai invidiato Mafalda? Ormai a comandare era il tasso alcoolico e l’amica si è lasciata andare -Certo! Mafalda ha parlato delle mie avventure, ma le ho sempre avute con miei coetanei, conoscere un giovanottone del tuo stampo poteva far parte solo delle mie fantasie…
-Anch’io ho le mie fantasie se è solo per quello… -Posso sapere quali sono?
A quel punto ho lanciato la bomba ”Andare a letto con due donne!!!”
Gli sguardi delle due amiche si sono immediatamente focalizzati su di me: quello di Mafalda pieno di stupore, quello di Egle invece di meraviglia e con il viso illuminato mi ha chiesto
-Vorresti dire che tu…
-Vorrei dire che grazie all’alcool ingurgitato potremmo trovare il coraggio per realizzare certi nostri desideri proibiti; tu di prendere un bel cazzo di trent’anni e io di scoparmi due donne insieme; il problema è vedere se Mafalda è disposta a condividere il suo gustoso osso con un’altra cagna affamata. La mia donna ci ha guardati con uno sguardo perso, forse non capiva di cosa stavamo parlando ma con la lingua spessa di chi è ormai completamente ubriaca ha detto “Io ci sto”. Siamo andati in camera da letto e abbiamo cominciato a spogliarci, quando io e Egle eravamo già nudi, Mafalda, completamente ubriaca stava ancora tribolando per sbottonarsi la camicetta; Egle nuda era molto arrapante, aveva i seni più piccoli di Mafalda ma in mezzo alle gambe aveva un bel ciuffo castano piuttosto folto che mi eccitava.
Mi sono steso al centro del letto e ho invitato le due donne a sdraiarsi al mio fianco e a leccarmi l’uccello insieme, Egle è partita in quarta, Mafalda l’ha seguita a ruota, sentire le loro lingue che percorrevano il mio uccello dalle palle alla cappella mi ha fatto subito andare in completa erezione ma volevo far emergere in loro tutta la porcaggine che possedevano
-Quando siete alla cappella slinguatevi, baciatevi, è la sera delle nuove esperienze, viviamole in pieno; anche questa volta Egle ha subito schiaffato la lingua in bocca all’amica, che nonostante fosse la più ubriaca prima di lanciarsi ha dovuto prendere coraggio, ero al massimo della eccitazione, volevo scoparle, avrei voluto partire subito con la figa nuova ma temendo che Mafalda si sarebbe adirata ho preferito partire con cautela dandole la precedenza;prima di saltarle sopra le ho detto
-Prendi il tuo cazzo di gomma e dallo a Egle, così mentre noi scopiamo lei si masturba e si scalda la patacca a modo che quando passerò a lei sarà già bagnata a sufficienza; era uno spettacolo…io che cavalcavo la mia porca ma che guardavo la sua amica che si trastullava con quel bigolo artificiale aspettando il suo turno. Mafalda mi lanciava delle continue alitate di grappa, si faceva scopare ma era assente e non riusciva a concentrarsi per arrivare all’orgasmo; sotto i miei affondi ha avuto un mezzo rigurgito alcolico che per poco non vomitava per cui è stata lei a chiedere il cambio…era quello che desideravo; ha lasciato il posto all’amica e si è seduta su un cuscino infilandosi il cazzo finto che Egle le aveva passato. Entrare dentro la sua amica è stato fantastico, la sua patacca era fradicia e sono scivolato in lei senza il minimo ostacolo, a ogni pompata la porca gemeva emettendo dei gutturali versi di piacere. Dopo pochi minuti ha sborrato come una fontana, avrei voluto accelerare al massimo per venirle dentro ma temendo ritorsioni da parte della mia donna ho rallentato per cambiare ancora donna, ma come mi sono girato verso Mafalda ho avuto una inaspettata sorpresa; la mia porcona si era addormentata di sasso, era immobile con il cazzo in mano mezzo dentro alla sua figa e russava di tutto gusto. Io ed Egle abbiamo accolto con entusiasmo quella situazione per cui ho continuato a pomparla con il massimo ardore, limonandoci come due assatanati; la maialona ha risposto con una raffica di orgasmi a catena continuando a sospirare e ripetendo in continuazione “Che fantastico cazzo che hai”! A tratti ci giravamo per controllare Mafalda che non si stesse destando, ma la ubriacona era completamente nel mondo dei sogni e continuava a russare come una segheria in piena attività. Avendo realizzato che non si sarebbe svegliata nemmeno con una cannonata Egle invitandomi a non smettere ha cominciato a lodare le mie prestazioni e chiedermi
-Sei fantastico…non posso rinunciare al tuo cazzo, promettimi che ogni tanto verrai scoparmi a casa mia, se saremo prudenti Mafalda non saprà mai nulla e potremo divertirci alla grande, sento che anche a te piace fare l’amore con me; una donna le capisce queste cose. Sono rimasto inebetito da quella proposta, meno male che erano amiche del cuore, ma per una settantenne disporre di un cazzo giovane e duro mandava al diavolo ogni buon sentimento di amicizia. Non ho risposto perché sono esploso e ho cominciato a riempirla, mentre le schizzavo dentro sferzate di sborra incandescente la maiala ha attorcigliato le sue gambe inchiodandomi contro di lei e impedendomi di staccarmi per godersi fino all’ultima goccia la mia benedizione; era estasiata e continuava a ripetermi
-Ti sento!!! Ti sento!!! Mamma mia quanta ne fai!!! Non fermarti!!! Quando mi sono staccato da lei ero letteralmente esausto, mi sono sdraiato tra le due donne e mi sono addormentato immediatamente. Mi sono svegliato al suono delle campane della chiesa vicina che chiamavano i fedeli alla messa delle undici, nella notte le due maiale si erano strette a me e ora si trovavano avvinghiate e completamente nude. Nella stanza stagnava un forte odore di sesso che però mi piaceva e mi faceva sentire il re della situazione. Di lì a poco si sono svegliate anche loro, si sono guardate in viso, Mafalda più stranita della sua amica, sicuramente ricordava poco o niente ma non voleva fare la figura della tonta e fingeva di essere conscia di quanto era successo. Abbiamo mangiato insieme, bevendo solo acqua…Egle mi guardava fissamente, forse per ricordarmi cosa mi aveva chiesto; mi sentivo a disagio e dovevo trovare una soluzione…e alla fine del pranzo l’ho trovata. -E’ stata una notte fantastica dove ci siamo divertiti a trasgredire oltre ogni limite…da quanto ho visto l’esperienza è piaciuta a tutti per cui proporrei che una sera alla settimana potremo dedicarla a questi incontri a tre, che sicuramente ci vedranno con il tempo diventare sempre più affiatati.
Da quella mia idea abbiamo cominciato così a trovarci ogni mercoledì a fare sesso a tre, una scelta strategica che mi ha permesso di continuare a scoparmi Egle, senza avere il rimorso del tradirla come mi aveva prospettato lei. Come avevo previsto ogni settimana la nostra unione a tre migliorava a vista d’occhio permettendoci di far sempre più progredire il livello libidinoso dei nostri incontri; con il tempo ho insegnato alle due maiale a lesbicare senza ritegno, aperitivi che mi eccitavano al massimo dandomi la carica giusta per farle poi godere al massimo. Poi una sera ho regalato loro un bigolone di 60 centimetri con due cappelle con il quale si masturbavano a vicenda mentre si slinguavano come due assatanate; quando smettevano le loro fighe erano letteralmente fradice e il mio cazzo sguazzava dentro di loro facendole impazzire, con la classica disposizione a tre: una a pecora che si faceva fottere senza limiti mentre leccava l’altra che a gambe larghe si offriva alla lingua dell’amica. Poi alla fine sono arrivato a un obiettivo che mi ero prefisso già dal primo mercoledì ma che volevo raggiungere senza fretta: rompere il culo anche a Egle…così che entrambe le mie maiale erano ora deflorate anche nel didietro. A quel punto avrei potuto pensare di aver raggiunto il culmine ma in realtà non era così e il mio cervello pensava già ad altri traguardi così che una sera mentre mi stavano leccando dalla testa ai piedi e io mi beavo di quelle due lingue maliziose mi è venuta una nuova voglia: di quanto sarebbe stato elettrizzante se quelle lingue fossero state tre anziché due. Quando hanno finito di ricoprire il mio corpo di saliva e mi hanno chiesto se mi era piaciuto io ho risposto in modo sibillino -Siete due lingue fantastiche ma da gran porco quale sono mi piacerebbe provarne addirittura tre in contemporanea…non c’è una vostra amica che potrebbe unirsi a voi due nei nostri giochi. Le due porche ci son rimaste male, si sono guardate deluse ma poi improvvisamente il loro viso si è illuminato in contemporanea e guardandomi estatiche hanno urlato un nome in perfetta sincronia “Margherita!!!” Sono rimasto di sasso e ho chiesto chi fosse questa Margherita al che mi hanno risposto che era una loro amica in crisi da qualche mese perché mollata dal suo compagno, per una donna molto più giovane, dopo una relazione che durava da parecchi.
Quella di Margherita cari i miei lettori è però un’altra storia e se mi andrà ve la racconterò un’altra volta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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